Cucina internazionale: consigli per ‘gastro-esperimenti’

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Viviamo in un momento di grande contaminazione, in cui sapori esotici e prodotti nuovi si diffondono sulle nostre tavole ad alta velocità, instillando quel pizzico di curiosità che ci spinge a voler testare tutto.
Travolti da questa ‘voglia di sperimentazione’, includiamo sempre più spesso cibi etnici sulle nostre tavole. Pur senza smorzare entusiasmo e curiosità, è bene ricordare che queste scelte dovrebbero inserirsi con buon senso all’interno di un’alimentazione sana ed equilibrata. Come soddisfare la voglia di sperimentazione con un occhio di riguardo alla salute?

Ecco poche regole per una serena inclusione di piatti etnici nella propria dieta:

  • La prima regola fondamentale è conoscere ciò che si mangia e informarsi. Trattandosi di alimenti nuovi, incappare in errori di valutazione è molto semplice, specialmente se ci si affida al parere di giornali o siti internet poco affidabili e molto inclini ad assecondare mode. Dalla valutazione dell’avocado come alimento ‘light’ all’idea che tutto quanto è cinese sia fritto, le false verità in cui si rischia di incappare sono parecchie.
  • La seconda regola è: moderazione. Mentre gli alimenti e gli ingredienti tradizionali sono ormai noti, studiati e valutati, tutto ciò che è nuovo banalmente non lo è, non ancora quantomeno. Gli alimenti con una storia di consumo molto lunga, sono anche i più sicuri, poiché ne abbiamo potuto delineare nel tempo tutte le caratteristiche. Difficile sarà risalire al valore calorico e nutrizionale di un Pad Thai thailandese, specialmente se condito con salse la cui composizione è difficilmente individuabile. Non si tratta solo di quantificare calorie, carboidrati e proteine, ma anche di valutare l’alimento sotto il profilo della sicurezza. Per questo, a maggior ragione rispetto ad alimenti tradizionali, è saggio non eccedere con il consumo.
  • Considerando i presupposti di cui sopra (informazione e moderazione), valgono le stesse regole di una dieta qualsiasi: bilanciamento e variazione. Il vantaggio di molti piatti etnici in questo senso è il loro essere già ‘naturalmente’ equilibrati: a differenze della nostra cucina infatti, il resto del mondo predilige perlopiù piatti unici, nei quali
    quindi si trovano già buone associazioni tra i nutrienti. Per esempio le famose ‘bowl’ che impazzano nei locali modaioli milanesi, contengono normalmente sia fonti di cereali che verdure, oltre a sostanze proteiche e grasse come i semi oleaginosi.
  • Da ultimo: via libera alla fantasia. Perché non inglobare nelle proprie ricette ciò che di positivo c’è nei piatti etnici? La storia della gastronomia è fatta di incontri e contaminazioni e molte pietanze che attualmente amiamo sono nate da fusioni avvenute in passato. Nuovi accostamenti potrebbero sorprendentemente stupirci.